MOZIONE N° 47
Approvata dal Consiglio Comunale in data 20 ottobre 2025
OGGETTO: ISTITUZIONE DI UN SERVIZIO DI EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ NELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA CITTÀ DI TORINO
Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO CHE
• la violenza di genere continua a rappresentare un piaga socio culturale significativa, come evidenziato dai dati ISTAT secondo cui in Italia il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita;
• la Legge n. 119/2013 (cd. Legge sul femminicidio), promuove politiche di sensibilizzazione contro la violenza di genere;
• l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’educazione sessuo-affettiva come un elemento essenziale per promuovere relazioni sane e ridurre comportamenti a rischio, evidenziando l’importanza di programmi strutturati e basati su evidenze scientifiche;
• in Italia l’educazione sessuo-affettiva non è inserita nei programmi scolastici curriculari ma è considerata materia extracurricolare, senza linee guida ministeriali e quindi di fatto demandata nella realizzazione e nell’organizzazione alle singole istituzioni scolastiche, causando disuguaglianze territoriali e sociali;
• dall’ultima indagine di IPSOS e Save The Children, “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?” pubblicata il 12 febbraio 2025 si apprende che in Italia meno di 1 adolescente su 2 ha fatto educazione sessuale a scuola, mentre i genitori che ritengono utile l’educazione affettiva e sessuale come materia obbligatoria a scuola sono il 91%;
• sempre secondo i dati dello studio di cui sopra il 66% degli adolescenti ha avuto esperienze sessuali, le principali motivazioni sono per curiosità e scoperta per il 55% degli intervistati, seguite dal desiderio di intimità e affetto e dalla percezione che fosse il momento giusto;
• in questo quadro emerge anche come i giovani cerchino informazioni sulla sessualità da soli e lo facciano principalmente sul web: Il 47% degli intervistati sceglie siti web e articoli online per informarsi sulle pratiche sessuali e il 57% quando vuole approfondire il tema delle infezioni sessualmente trasmissibili. Altre fonti includono libri o manuali scientifici per le infezioni sessualmente trasmissibili per il 22% degli intervistati. I video pornografici per le pratiche sessuali vengono utilizzati dal 22%.
CONSIDERATO CHE
• l’educazione-sessuo affettiva è stata inserita negli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, in particolare con riferimento all’Obiettivo 3 “Salute e benessere”, Obiettivo 4 “Istruzione di qualità”, Obiettivo 5 “Parità di genere”;
• il Global Education Monitoring dell’UNESCO 22 riporta un’indagine svolta in 50 paesi, evidenziando come solo il 20% dei paesi sia dotato di una legislazione sull’educazione sessuo-affettiva e solo il 39% ha adottato iniziative specifiche;
• l’Italia è uno degli ultimi Stati Membri dell’Unione Europea in cui l’educazione sessuo-affettiva non è obbligatoria. In alcuni Stati Membri come in Svezia (dal 1955), Germania (dal 1968) e Francia (dal 2001), i programmi di educazione all’affettività sono già integrati e obbligatori, da decenni, nell’educazione formale.
RESO NOTO CHE
• il 20 febbraio 2020 è partito il progetto EduForISTper lo “Sviluppo di strumenti tecnici e pratici per lo svolgimento di attività educative e formative in ambito di sessualità, relazioni affettive e prevenzione delle IST nel contesto scolastico” commissionato e finanziato dal ministero della Salute e svolto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione con il coordinamento dell’Università di Pisa;
• a ottobre 2022 è stato pubblicato un articolo relativo ai risultati del progetto che fornisce una panoramica sulle attività di educazione alla sessualità nelle scuole svolte da enti esterni e implementate in Italia dal 2016 al 2020. I risultati hanno rivelato una situazione molto eterogenea in termini di copertura geografica, fornitori di servizi, obiettivi e valutazione. Alcune attività sono state classificate come interventi che adottano un approccio globale all’educazione alla sessualità, mentre la maggior parte si è concentrata sulla prevenzione delle IST, e molte sono stati interventi singoli. I dati dimostrano che l’educazione alla sessualità svolta a scuola non viene erogata in modo sistematico ed equo in tutta Italia. È necessario pertanto intervenire per fornire ai giovani un’educazione alla salute e al benessere sessuale e riproduttivo basata sulle evidenze e adeguata all’età, allo sviluppo e alle caratteristiche di chi ne usufruisce;
• in linea con le raccomandazioni della Comunità Europea, l’educazione all’affettività e alla sessualità deve essere olistica, inclusiva e rispettosa delle differenze culturali, promuovendo consapevolezza, autodeterminazione e rispetto reciproco;
• gli studi riportati nel documento “Educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie e secondarie: linee guida di intervento” dimostrano che programmi strutturati e continuativi riducono infezioni sessualmente trasmissibili (IST), discriminazioni di genere, fenomeni di bullismo, gravidanze
indesiderate;
• nonostante le numerose attività che già vengono svolte dalle varie realtà associative territoriali, è necessario un coordinamento che individui gli indirizzo comuni.
SOTTOLINEATO CHE
• il 30 aprile 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge proposto dal Ministro Valditara sulla scuola che conteneva, fra le varie misure, l’obbligo per le scuole di chiedere il consenso dei genitori per erogare ad alunne e alunni corsi sull’educazione sessuo-affettiva e l’obbligo di fornire corsi alternativi per coloro che non vorranno parteciparvi, così come l’obbligo di sottoporre ad approvazione del collegio docenti e del consiglio di istituto gli/le
esperti/e che terranno i corsi;
• questi vincoli preventivi non faranno che aumentare le cultura del sospetto che aleggia intorno all’educazione sessuo-affettiva, facendola passare come un campo di battaglia ideologico, anche considerando i continui riferimenti alla presunta “ideologia gender” da parte dello stesso Ministro.
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta ad attivarsi per:
1. favorire e sostenere la creazione di progettualità condivise sul territorio della città di Torino mirate ad implementare, uniformare e valorizzare percorsi di Educazione all’Affettività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, con programmi strutturati e basati sulle linee guida europee, di concerto con le associazioni del territorio, coinvolgendo esperti qualificati (psicologi, educatori, medici, sociologi, operatrici centro anti-violenza, avvocati) per garantire un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato;
2. monitorare l’attuazione delle richieste e i risultati ottenuti attraverso la raccolta di dati e analisi periodiche sui fenomeni di violenza di genere e discriminazioni;
3. sensibilizzare docenti, genitori e studenti sui benefici di tali percorsi educativi, promuovendo il dialogo tra scuola e territorio;
4. migliorare il protocollo cittadino sull’educazione sessuo-affettiva, con l’obiettivo di ridurre fenomeni di violenza e discriminazione, promuovendo relazioni consapevoli e rispettose.
