MOZIONE N° 33
Approvata dal Consiglio Comunale in data 21 luglio 2025
OGGETTO: CONTRASTO AL CAPORALATO ABITATIVO IN CITTA’
Il Consiglio Comunale di Torino,
VISTA
la proposta di delibera di iniziativa consiliare 17558/2025 a prima firma del capogruppo del Partito Democratico Claudio Cerrato, che ha lo scopo di razionalizzare e rafforzare i percorsi di accesso all’abitare nella nostra Città;
RICORDANDO
l’articolato percorso di approfondimento che si è tenuto nelle sessioni delle diverse Commissioni Consiliari Permanenti, in particolare nella IV e nella II;
SOTTOLINEANDO
il contributo all’approfondimento che a diverso titolo numerosi soggetti della società civile, delle Università cittadine, dei Sindacati e del Privato Sociale hanno apportato al dibattito;
AUSPICANDO
che le diverse proposte contenute nella delibera di cui sopra possano trovare rapida e concreta attuazione;
RICONOSCENDO
come le forme di sfruttamento e di illegalità che colpiscono alcune delle fasce più deboli della popolazione cittadina – quando queste sono alla ricerca di soluzioni abitative adeguate alle proprie necessità – sono una grave forma di prevaricazione, che preclude effettivi percorsi di integrazione sociale, facilita una conflittualità relazionale e pregiudica la vivibilità di alcune aree della città e che, pertanto, queste debbano essere oggetto di specifiche forme di contrasto;
RICHIAMANDO
quanto emerso in alcune specifiche adunanze della Commissione Legalità del Consiglio Comunale.
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a:
1. facilitare in ogni modo il coordinamento tra i diversi gruppi di lavoro ed enti che a diverso titolo si occupano della tematica, in particolare individuando modalità di condivisione di dati e spunti di approfondimento di specifici indicatori di fragilità (interventi per condizioni abitative malsane, furti di energia elettrica, nuclei con minori in situazione di fragilità);
2. verificare con adeguati servizi programmati da parte della Polizia Locale l’utilizzo ad uso abitativo di locali non adatti allo scopo (garage, negozi, sottoscala, locali interrati e mansarde), prevedere una forma per cui tali situazioni vengano segnalate anche nell’ambito di servizi d’istituto per altra tipologia;
3. potenziare il numero di addetti alle mansioni di “controllo sull’edilizia privata” sia come tecnici comunali che come personale della Polizia Municipale;
4. stabilire dei protocolli rafforzati di monitoraggio per le grandi proprietà immobiliari, volti a incentivare l’accesso alla casa di persone altrimenti respinte dal mercato e a prevenire qualsiasi forma di sfruttamento;
5. avviare percorsi di sensibilizzazione in collaborazione con le associazioni rappresentanti le comunità immigrate cittadine al fine di informare adeguatamente sui percorsi di accompagnamento alla ricerca della casa chi possa avere difficoltà di accesso e prevenire meccanismi di sfruttamento tra pari;
6. valutare, quale deterrente alle pratiche in oggetto, l’introduzione di forme sanzionatorie rivolte ai soggetti proprietari responsabili di tali forme di sfruttamento e di indennizzo dei costi diretti e indiretti che la Città deve sostenere per gestire e ricollocare le vittime di dinamiche di caporalato abitativo in condizioni abitative idonee;
7. verificare la possibilità che la Città si costituisca parte civile nei processi relativi a reati riconducibili ai fenomeni in oggetto, in virtù dei danni sociali, oltre che economici, insiti al fenomeno del caporalato abitativo.
