ORDINE DEL GIORNO N° 17
Approvato dal Consiglio Comunale in data 12 maggio 2025
OGGETTO: INVITIAMO IL GOVERNO NAZIONALE A NON DIMENTICARSI DELLE POLITICHE SOCIALI PER PREVENIRE LA POVERTA’ E PER AIUTARE LE PERSONE POVERE
Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO CHE
• l’ISTAT definisce come povertà assoluta una persona con una spesa per consumi inferiore o uguale al valore monetario di un paniere di beni e servizi considerati essenziali per evitare gravi forme di esclusione sociale.
• L’ultimo rapporto nazionale della Caritas sulla povertà dal titolo “Fili d’erba nelle crepe” mostra un’Italia più povera:
– con una percentuale del 5,4% in crescita di persone che chiedono assistenza;
– con una percentuale del 9,7% di persone in povertà assoluta, pari a 998.000 famiglie;
– con una percentuale ai massimi storici per quanto riguarda la povertà assoluta fra i minori pari al 13,8% cioè 1 milione 295.000 bambini.
• Le persone sostenute dalla Caritas sono aumentate in 10 anni del 41,6% con un evidente peggioramento di fragilità al nord, dove sono cresciute del 52,1%.
• La percentuale di poveri al nord è dell’8,9% della popolazione, cioè 1 persona su 10%.
• A Torino Pierluigi Dovis, il Direttore della Caritas regionale conferma che siamo in una situazione di grave allarme povertà, con un aumento in un anno del 10% delle persone senza dimora e con un numero di 18.000 persone che si sono presentate ai loro centri alla ricerca di aiuto ed assistenza.
RICORDANDO
che il Governo Meloni non solo abolisce il Reddito di cittadinanza, generando 331 mila famiglie esodate, ma lascia senza sussidio il 40% dei bisognosi proprio al nord, territorio dove la povertà galoppa, come sopra scritto.
EVIDENZIATO
che la povertà non è solo una rilevanza di carattere economico, da mancanza di lavoro e/o reddito adeguato, ci sono tutte quelle povertà a ricaduta diretta e indiretta dalla stessa, quali quella
alimentare (in Italia 200.000 bambini sotto i 5 anni non riescono ad avere neppure un pasto proteico
ogni due giorni), quella abitativa, quella educativa, quella “da solitudine”, con effetti a domino sulla
salute sia fisica che mentale delle persone, sulle loro capacità e volontà di socialità, sul loro benessere, in particolare quello dei giovani, degli anziani, delle famiglie.
RICORDATO
che il Comune di Torino ormai da anni si fa carico di situazioni sociali dove non riceve alcun contributo nazionale, quale ad esempio l’accoglienza e il mantenimento dei minori stranieri non accompagnati.
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a chiedere agli Enti governativi nazionali:
• di affrontare l’assenza di una politica per la “Casa” non lasciando più, oltre 1,5 milioni di famiglie vivere in abitazioni fatiscenti, pensando a misure concrete di supporto economico e campagne di sensibilizzazione per incentivare gli affitti;
• di prevedere reali alternative al carcere, dove tutte le strutture, a partire da quelle di Torino, sia quella per la minore età che quella circondariale per adulti, non siano più simili a “pollai intensivi”, numericamente sovraffollati, luoghi insicuri e malsani, rischiosi per detenuti e per il personale addetto alla sicurezza e conduzione dei locali stessi;
• di introdurre fra gli strumenti dedicati il Reddito di inclusione, avendo abolito il Reddito di cittadinanza universale, avendolo sostituito senza esito positivo con due forme inadeguate quali l’assegno di inclusione ed il supporto per formazione e lavoro. Nessuna delle due funziona tantè che le famiglie che ricevono un reddito sono state dimezzate, a seguito della maggior burocrazia e delle misure più stringenti, obbligando enti quali la Caritas a sostituirsi rispetto alle 331.000 famiglie escluse. Non ci sono inserimenti e reinserimenti lavorativi che mostrino un impatto positivo sul tema persone, lavoro e povertà;
• di inviare le risorse necessarie e previste all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;
• in sintesi di non dimenticarsi dei poveri, di non alimentare la povertà ma neppure cronicizzarla, come sta esponenzialmente verificandosi.
