RSA: LA REGIONE GARANTISCA LA QUOTA SANITARIA

ORDINE DEL GIORNO N° 25

Approvato dal Consiglio Comunale in data 03 novembre 2025
OGGETTO: RSA: LA REGIONE GARANTISCA LA QUOTA SANITARIA

Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO CHE

dallo studio dell’Università Bocconi richiesto dalla Regione Piemonte per la redazione del PSSR emerge che il Piemonte si posiziona fra le Regioni che hanno una performance intermedia, ed in particolare:
• per le RSA l’obiettivo raggiunto è pari al 12% della popolazione ultra65enne non più autosufficiente (fascia intermedia nazionale fra il 10% e 15%);
• per l’assistenza domiciliare integrata l’obiettivo raggiunto è pari al 23% della popolazione ultra65enne non più autosufficiente (fascia bassa nazionale fra il 20% e il 30%);
• su 265.908 anziani ultra65enni non più autosufficienti 33.954 sono assistiti in RSA (soltanto 14.000 in posto letto convenzionato ASL), 452 sono assistiti in centro diurno, e 58.806 sono presi in carico dall’assistenza domiciliare, mentre i restanti 172.696 sono totalmente a carico delle famiglie.

PRESO ATTO CHE

l’azione correttiva proposta consiste nell’aumentare il finanziamento dei servizi residenziali, semi- residenziali e domiciliari a favore di quei 172.696 piemontesi ultra65enni non più autosufficienti, andando a reperire le risorse tramite la chiusura di 632 posti letto ospedalieri, che si trovano sparsi in tutta la Regione con una media di posti letto inferiore a 60 per nosocomio.

CONSIDERATO CHE

il Consiglio Europeo con la raccomandazione 8 dicembre 2022, ha messo a disposizione dei Paesi aderenti all’U.E. un finanziamento complessivo di 400 miliardi di euro per il periodo 2022-2027 al fine di:
• aumentare il livello qualitativo dei servizi pubblici a favore della popolazione anziana non autosufficiente;
• aumentare il livello di accessibilità di questi servizi pubblici;
• aumentare il trattamento retributivo degli addetti di questi servizi pubblici;
• far emergere il lavoro irregolare tramite il quale vengono assistiti gli anziani non autosufficienti non presi in carico dall’assistenza pubblica;
• l’esperienza torinese di gestione integrata del servizio di assistenza a domicilio tra sanità, servizi sociali ha contribuito a far emergere il lavoro nero in quanto subordinava la corresponsione dell’assegno di cura alla stipulazione di regolari contratti si assunzione o direttamente da parte delle famiglie o utilizzando le società a tal fine accreditate.

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta a chiedere alla Regione Piemonte di seguire le indicazioni derivanti dallo studio dell’Università Bocconi, e di impegnarsi a partecipare ai bandi europei al fine di poter raggiungere tutti gli anziani ultra65enni non più autosufficienti che ad oggi non sono presi in carico dal S.S.R. e che risultano essere 172.696.

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