ORDINE DEL GIORNO N° 3
Approvato dal Consiglio Comunale in data 16 febbraio 2026
OGGETTO: RICONOSCERE E VALORIZZARE LA PROFESSIONE INFERMIERISTICA ATTRAVERSO L’ISTITUZIONE DI UN PIANO PROGRAMMATICO CHE COMPRENDA INCENTIVAZIONI ECONOMICHE AGLI STUDENTI, NUOVI PERCORSI ACCADEMICI ED IPOTESI DI NUOVE FORME DI CONTRATTAZIONE SINDACALE
Il Consiglio Comunale di Torino,
PREMESSO CHE
- l’accesso alla professione infermieristica in Italia avviene attraverso un percorso formativo universitario triennale che prevede il conseguimento della Laurea triennale in infermieristica (classe L/SNT1);
- è possibile proseguire gli studi con la Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche che consente l’accesso a ruoli dirigenziali di formazione e ricerca. A ciò si aggiungono i master universitari di primo e secondo livello e per profili accademici, la possibilità di accedere ai dottorati di ricerca;
- il personale infermieristico rappresenta una delle componenti fondamentali e insostituibili del S.S.N. (Sistema Sanitario Nazionale);
- un’indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie, promossa dalla Fondazione Gimbe e presentata l’8 gennaio 2025 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, delinea un quadro sempre più allarmante per il nostro Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.). Tale studio evidenzia come l’Italia si collochi agli ultimi posti in Europa per quanto concerne il numero di infermieri e le loro condizioni lavorative;
- l’Italia è venticinquesima per la retribuzione degli Infermieri tra i membri OCSE (Organizzazione per la Cooperazione Sociale e Sviluppo Economico);
- gli stipendi degli Infermieri Italiani sono più bassi del 20 per cento rispetto alla media europea, stimata in 39.8 mila euro annui (rapporto OCSE, Healt at a Glange Europe 2024); il rapporto, OCSE Healt at a Glange Europe 2024, evidenzia che un infermiere italiano guadagna mediamente 30.500 euro l’anno, meno della metà degli Infermieri in Lussemburgo (79 mila euro) e in Belgio (da 50 mila euro a 60 mila euro);
- un infermiere italiano ha pertanto livelli di remunerazione, a parità di potere d’acquisto, di oltre due volte inferiori. Agli ultimi posti si collocano Portogallo (22 mila euro), Repubblica Slovacca (24 mila euro) e Grecia (26 mila euro);
- dal Rapporto OCSE, Healt at a Glange Europe 2024 emerge che gli infermieri italiani non guadagnano più del salario medio di tutti i lavoratori;
- questo dato è in controtendenza rispetto alla media registrata nel 2022 nei Paesi dell’Unione Europea dove la retribuzione degli Infermieri ospedalieri è invece di circa il 20 per cento superiore rispetto al salario medio dei lavoratori di altri settori. Sottolineando come si sia rivolta una maggiore attenzione sulle retribuzioni degli Infermieri in seguito alla pandemia, gli autori del report evidenziano l’importanza e la necessità di garantire loro, un livello di remunerazione sufficiente sia per attrarli che per trattenerli nella professione;
- l’Italia è trentacinquesima per laureati in infermieristica per 100.000 abitanti, con 16,4 contro la media OCSE di 44,9;
- l’Italia è ventisettesima per rapporto Infermieri/Medici, con 1,5 contro la media OCSE di 2,6;
- il rapporto Infermieri/abitanti in Italia è 6.2 Infermieri per 1.000 abitanti, contro 8,2 la media OCSE con punte di 12.9 per 1.000 abitanti come la Germania.
CONSIDERATO CHE
- a breve potrebbero iniziare (entro fine 2025), tra ARAN e parti sociali, i lavori di negoziato per il CCNL 2025/2027;
- negli ultimi anni, il ruolo degli Infermieri si è notevolmente evoluto, con un aumento delle responsabilità professionali, delle competenze cliniche e dell’autonomia decisionale;
- nonostante questo avanzamento professionale, la collocazione degli Infermieri, con le condizioni di contrattazione sindacali attuali, non ha permesso un adeguato riconoscimento economico, normativo e di carriera, penalizzandone la valorizzazione e creando una crisi di interesse senza precedenti. Infatti il rapporto tra domande di iscrizione e posti disponibili per il corso di Laurea in Scienze Infermieristiche è sceso dal 2,85 del 2011 (45.806 domande su 16.099 posti disponibili) all’1,03 del 2024 (21.250 domande su 20.714 posti disponibili);
- un’eventuale individuazione di nuove soluzioni contrattuali potrebbero permettere una maggiore flessibilità nella definizione di percorsi di carriera, retribuzione, formazione e riconoscimento delle competenze avanzate;
- tale ipotesi richiederebbero, in termini di politiche centrali, un ampio dibattito con le rappresentanze professionali, sindacali ed istituzionali, nonchè una valutazione approfondita delle ricadute economiche, giuridiche ed organizzative.
CONSIDERATO INOLTRE
che la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), nel suo Report “Stato della carenza infermieristica al 2021”, stima un fabbisogno inevaso tra 60.000/100.000 Infermieri a livello nazionale entro il 2030, di cui 6.000 circa nel solo Piemonte. Numeri che raddoppiano a livello nazionale se considerata la popolazione “over 75” (Richiamato il 20° Rapporto Sanità realizzato dal CREA – Centro per la Ricerca Economia Applicata in Sanità dell’Università di Tor Vergata – presentato il 29 gennaio 2024).
EVIDENZIATO CHE
- il riconoscimento pieno dell’identità degli Infermieri è fondamentale per attrarre e trattenere personale qualificato nel Sistema Sanitario Nazionale, in un momento in cui si registra una grave carenza di infermieri in tutto il territorio nazionale;
- la Corte dei Conti, nella Memoria sulla nota di aggiornamento del DEF 2022, afferma che “Mettendo in relazione lo standard internazionale 1:3 per il personale infermieristico (3 Infermieri per un medico) ai dati presenti nell’Annuario statistico, sia per il personale del S.SN che per quello operante nelle strutture equiparate, nel 2020 si registrava una carenza nazionale di Infermieri di circa 65 mila unità”;
- a partire dall’anno accademico 2025/2026, la Regione Veneto in modo sperimentale, per aumentare le immatricolazioni universitarie, ha istituito un voucher annuale di 1.000 euro rivolto agli studenti iscritti ai corsi di Laurea in Infermieristica presso le università del Veneto (misura, finanziata attraverso fondi europei – Fondo Sociale Europeo 2021-2027);
- il Ministro della Salute Orazio Schillaci, durante un intervento a Milano (24 giugno 2025, Salute Direzione Nord a Milano), ha sottolineato la necessità di aumentare gli stipendi agli Infermieri e valorizzare la loro professionalità, anche attraverso nuove misure contrattuali, e ha evidenziato che non è solo un problema di retribuzione, ma anche di valorizzazione della professione e di creazione di nuove opportunità di carriera nel S.S.N.
VISTO
che il Ministro della Salute ha annunciato durante il Consiglio Nazionale della FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) nell’ottobre 2024 la nascita di tre nuove lauree specialistiche in Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e Cure Intensive e nell’Emergenza per la professione infermieristica.
CONSIDERATO INOLTRE CHE
- l’attuale carenza di Infermieri in Italia sta mettendo a dura prova la tenuta del S.S.N., comportando un aumento del carico di lavoro per il personale esistente, un potenziale abbassamento della qualità dell’assistenza e maggiori difficoltà nel garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A). ai cittadini;
- l’istituzione di lauree specialistiche potrebbe rappresentare un valido strumento per incentivare la permanenza dei professionisti nel S.S.N., fidelizzando risorse umane preziose e riducendo la necessità di ricorrere a costose forme di reclutamento esterno o all’utilizzo di personale a tempo determinato;
- investire nella formazione avanzata degli infermieri è in linea con le strategie europee e le best practices internazionali, che riconoscono il ruolo sempre più cruciale di questa figura professionale nella gestione di percorsi di cura complessi e nella promozione della salute sul territorio.
RITENUTA
la necessità di intervenire tempestivamente per accrescere l’attrattività della professione infermieristica e offrire maggiori opportunità formative, di avanzamento di carriera agli Infermieri in possesso della laurea triennale.
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a:
- rendersi parte attiva con il Governo affinché si dia concreta attuazione all’annuncio del Ministro della Salute concernente l’istituzione delle tre nuove Lauree specialistiche in Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali, e Cure Intensive e dell’Emergenza per la professione infermieristica, al fine di rendere più attrattiva la professione infermieristica e incentivare sia gli studenti in procinto di concludere il loro percorso formativo sia i professionisti già laureati a rimanere e lavorare nel territorio nazionale, offrendo loro concrete prospettive di crescita professionale e personale soddisfazione;
- rendersi parte attiva nei confronti del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) affinché vengano definiti al più presto gli ordinamenti didattici e i requisiti necessari per l’attivazione delle suddette lauree specialistiche, garantendo un iter tempestivo ed efficace;
- avviare una discussione in seno al Comitato Regionale Piemonte per il diritto allo studio universitario al fine di individuare le modalità più idonee per l’introduzione di tali lauree specialistiche negli Atenei Piemontesi;
- valutare, con la Regione Piemonte, la possibilità di prevedere specifiche borse di studio o incentivi economici per gli Infermieri che decidono di intraprendere il percorso di studi triennale al fine di incrementare le immatricolazione (esempio Voucher modello Regione Veneto);
- valutare, in collaborazione con gli Atenei Piemontesi, le Federazioni e gli Ordini professionali delle altre professioni sanitarie (es. FNO TSRM e PSTRP – Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, Ostetriche, Infermieri Pediatrici), l’opportunità e la fattibilità di avviare percorsi di laurea specialistica anche per queste figure professionali, al fine di promuovere lo sviluppo di competenze avanzate e crescita professionale per erogare risposte di salute sempre più qualitativamente elevate alle crescenti esigenze del Sistema Sanitario Nazionale;
- promuovere, in collaborazione con le ASL/ASO/ASOU e gli Ordini professionali, campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti e ai professionisti sanitari sull’importanza delle professioni sanitarie e le opportunità professionali o offerte dai nuovi percorsi di laurea specialistica;
- rendersi parte attiva con il Governo e le istituzioni competenti affinchè si individuino e promuovano soluzioni contrattuali, anche attraverso l’istituzione di un’area specifica di contrattazione (con la possibilità di includere tutte le 22 professioni sanitarie non mediche) in modo tale da riconoscerne e valorizzarne pienamente il ruolo, le responsabilità e le competenze professionali degli Infermieri all’ interno del S.S.N.
