PER UNA SCUOLA DEMOCRATICA, COSTITUZIONALE E INCLUSIVA – CRITICHE E PREOCCUPAZIONI IN MERITO ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025 PER IL PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE

ORDINE DEL GIORNO N° 1

Approvato dal Consiglio Comunale in data 26 gennaio 2026

OGGETTO: PER UNA SCUOLA DEMOCRATICA, COSTITUZIONALE E INCLUSIVA – CRITICHE E PREOCCUPAZIONI IN MERITO ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025 PER IL PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE

Il Consiglio Comunale di Torino,

TENUTO CONTO CHE

• in base al principio di sussidiarietà, che riconosce una maggior efficacia nell’erogazione dei servizi ai livelli territoriali più vicini ai cittadini, con il D.P.R. n. 275/99 la Funzione di Istruzione
è stata attribuita alle Istituzioni Scolastiche che hanno ottenuto Autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo;
• ogni Istituzione Scolastica Autonoma sostanzia le proprie scelte didattiche e organizzative in un progetto triennale detto PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) sulla base del quale le
famiglie esercitano la libera scelta educativa iscrivendo i propri figli alla scuola il cui progetto ritengono preferibile;
• il PTOF è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita il curricolo scolastico cioè l’insieme delle esperienze di
apprendimento progettate e realizzate da quell’istituto scolastico per raggiungere gli obiettivi formativi previsti a livello nazionale, definendo il percorso educativo, le competenze, i contenuti,
le metodologie e le modalità di valutazione più adatte al contesto territoriale di riferimento;
• nel rispetto dell’Autonomia Scolastica, che ha assunto rilievo costituzionale con la Legge n. 3/2001 di Riforma del Titolo V della Costituzione, per assicurare la tenuta del Sistema Nazionale
di Istruzione, il Ministero fornisce alle scuole le Indicazioni Nazionali per il curricolo a cui le Istituzioni Scolastiche debbono obbligatoriamente riferirsi. Le Indicazioni non sono Programmi,
ma rappresentano la cornice di riferimento per la progettazione ed esplicitano i traguardi da raggiungere delle scuole su tutto il territorio nazionale;
• in relazione alla loro funzione, le Indicazioni Nazionali debbono essere snelle ed estremamente concrete e chiare, ma soprattutto debbono rappresentare un documento il più possibile condiviso
e non controverso;
• il percorso di definizione degli obiettivi e dei traguardi di competenza, nonché delle premesse che sostanziano le indicazioni nazionali deve necessariamente scaturire da un confronto ampio che
coinvolga tutti i soggetti che a diverso titolo siano coinvolti nel sistema di istruzione.

PREMESSO CHE

• il sistema d’istruzione nazionale rappresenta uno dei principali strumenti di attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza, libertà e democrazia, sanciti dagli articoli 3, 9, 33 e 34
della Costituzione della Repubblica Italiana;
• le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2012 (aggiornate nel 2018) hanno rappresentato il riferimento pedagogico e culturale per la
costruzione di una scuola capace di valorizzare l’autonomia didattica, l’interculturalità, l’inclusione e la libertà d’insegnamento;
• nel marzo 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato una proposta di revisione delle suddette Indicazioni, denominata Indicazioni Nazionali 2025, elaborata dalla cosiddetta
Commissione Perla;
• tale proposta è stata accolta da ampie e motivate critiche da parte di associazioni professionali, sindacati, docenti, ricercatori, università e realtà del terzo settore, che hanno evidenziato nel
modello educativo proposto rischi di un arretramento culturale e democratico;
• il 30 giugno 2025 il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) nell’esprimere il previsto parere in merito allo schema di Regolamento recante “Indicazioni nazionali della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” ha evidenziato numerose criticità ed evidenziato la necessità di modifiche e integrazioni per rendere il documento più coerente con le esigenze
educative attuali.

CONSIDERATO CHE

• le nuove Indicazioni 2025 propongono un’impostazione pedagogica e didattica che privilegia un modello trasmissivo e nozionistico, a scapito della costruzione critica del sapere, della
cooperazione e della libertà di ricerca didattica;
• esse introducono una visione rigidamente nazional-identitaria della scuola, centrata in modo anacronistico e antistorico sull’“identità nazionale” come principio fondante dell’insegnamento,
in luogo di una prospettiva interculturale, europea e planetaria;
• la distinzione netta tra “istruzione” (attribuita alla scuola) ed “educazione” (attribuita esclusivamente alla famiglia) contraddice la visione pedagogica unitaria sancita dalla
Costituzione e rischia di compromettere l’autonomia educativa della scuola pubblica introducendo una separatezza fra agenzie formative che è da tempo superata in una logica di
alleanze e condivisione;
• il documento marginalizza temi fondamentali quali l’educazione alla sostenibilità ambientale, la parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e l’educazione affettiva e sessuale, in
contrasto con le raccomandazioni di organismi internazionali come l’UNESCO e l’OMS;
• particolare preoccupazione suscita la visione riduttiva dell’insegnamento della storia, intesa in senso celebrativo e nazionalistico, che rischia di escludere la pluralità delle culture e delle
memorie collettive presenti nella scuola italiana contemporanea;

• tali orientamenti appaiono in contrasto con i principi della scuola democratica, pluralista e laica, che la Costituzione e la tradizione educativa repubblicana riconoscono come fondamento
dell’educazione civica e della convivenza democratica.

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta a:
1. farsi portavoce, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, della contrarietà del Consiglio Comunale di Torino rispetto ai contenuti e all’impostazione delle Indicazioni Nazionali 2025,
chiedendo l’avvio di un percorso di revisione realmente partecipato e aperto al contributo del mondo della scuola, della ricerca e della società civile;
2. sollecitare il Governo e il Parlamento a garantire che ogni futura riforma scolastica e in particolare le Indicazioni Nazionali per il curricolo si fondi sui principi della Costituzione, della
Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sulla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, a garanzia di una scuola pubblica, democratica, inclusiva e laica;
3. sostenere, anche in collaborazione con ANCI, le istituzioni scolastiche nell’esercizio della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica, promuovendo iniziative di confronto, formazione e
accompagnamento professionale sui temi dell’inclusione, della cittadinanza globale e della sostenibilità;
4. esprimere l’adesione del Comune di Torino ai valori di una scuola pluralista, interculturale e costituzionale, ribadendo che la funzione della scuola è quella di formare cittadini e cittadine
liberi, consapevoli, critici e solidali, capaci di comprendere e interpretare la realtà contemporanea per essere protagonisti attivi delle trasformazioni in atto.

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